Itinerari - Troia e lo Stile Romanico
Troia è un’antichissima città le cui origini si fanno risalire all’eroe greco Diomede. Ma i vari reperti storici ritrovati sul suo territorio risalgono all’era preistorica. Nel corso dei secoli Troia subì numerosi assedi e distruzioni. Dati certi si iniziano ad avere dall’inizio del XI secolo quando il catapano bizantino Basìlio Bojoannes giunse in Puglia per ripristinare l’autorità dell’Impero d’Oriente nei confronti del Papato e degli Imperatori d’Occidente. Il Catapano si fermò con le sue truppe su questa collina, poichè facilmente difendibile, e qui egli fondò la Nova Troja. Ma dopo un lungo assedio, nel 1022 la città si arrese all’Imperatore e al papa e passò al rito latino, conoscendo un momento particolarmente fiorente. Nel corso dell’XI e XII secolo la città, sede vescovile, ospitò numerosi concili ecumenici. Con il saccheggio operato dalle milizie di Federico II, nel 1229 cominciò il declino della città, nonostante una parziale rinascita sotto gli Angioini.
 
Da visitare: 
La cattedrale, frutto di una tormentata vicenda, si presenta ad aula basilicale suddivisa in tre sezioni da due filari di splendide colonne di granito con capitelli di ispirazione classica. Il capocroce, unico esemplare nell’area pugliese, ha forti richiami alla tradizione architettonica normanna di Sicilia. Il transetto continuo si conclude con una sola abside, sovrastata dal rosone duecentesco, inquadrato da una grandiosa arcata affollata di sculture.
Particolarmente ricca la facciata, così come la decorazione dei portali. Di particolare bellezza l’architrave del portale maggiore con la raffigurazione di Cristo in trono tra Maria e S. Pietro, che segue l’iconografia bizantina della Deèsis. Famoso anche il suo tesoro che vanta una raccolta espone arredi sacri: calici, candelieri, oggetti in avorio.
 
Chiesa di San Basilio.Menzionata in una pergamena del 1087, per gli storici potrebbe risalire al periodo paleocristiano. Subì rifacimenti nel Cinquecento e in epoca barocca. Ha una pianta a forma di croce latina. La facciata conserva ancora alcuni elementi originali, come il portale, la bifora e due fregi, forse di epoca romana; due piccoli timpani a baldacchino ne movimentarono in epoca barocca l’originario aspetto squadrato. Sul lato sinistro della chiesa vi sono due porte riccamente decorate di cui una sormontata da un architrave romano del I-II sec. d.C. di età Adrianea.
la piccola abside è decorata con sottili colonnine e archetti pensili. All’interno è possibile ammirare otto colonne costruite con frammenti di marmo e conci di pietra sulle quali poggiano capitelli sbozzati. Addossate alla parete d’ingresso due semicolonne, una di età Serviana (III sec. d.C.) a sinistra e l’altra di età Traiano-Adrianea (II sec. d.C.). La volta venne rifatta nel Cinquecento, come la cupola emisferica centrale. Originali risultano essere invece la copertura a botte del braccio destro del transetto e la copertura a crociera della sagrestia, con tozze colonne a sostegno 

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