Itinerari - Foggia, la cittÓ degli ipogei urbani
Nel cuore del Tavoliere delle Puglie sorge Foggia - dal latino fovea, "fossa" per la conservazione del grano - capoluogo di un’estesa provincia che conta 64 Comuni. La sua fondazione sembra risalire al secolo XI, probabilmente sulle ceneri della vicina Arpi, centro della Daunia di cui il Museo civico di Foggia custodisce molti reperti. La collocazione al centro di un territorio a vocazione prevalentemente agricola (il Tavoliere è detto anche “granaio d’Italia”) ha fatto sì che Foggia divenisse punto di riferimento per la popolazione delle circostanti zone rurali. Fiorente il periodo svevo, quando Federico II la scelse come sede imperiale. Due terremoti (nel 1456 e nel 1731) ed i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale provocarono la distruzione quasi totale della città antica. Restano tuttavia ancora tracce della struttura urbanistica ottocentesca.
Il Palazzo Imperiale di Federico II e la Madonna dai sette veli
Foggia, la città di Federico II, la sua sede imperiale preferita, deve all’Hohenstaufen il suo stesso essere città. Del grandioso palazzo resta visibile solo il portale (alto 7,38 metri e largo 3,20 metri) con il suo arco scolpito a foglie di acanto retto da due capitelli in forma di aquile. Oggi, inserito su di una parete laterale del museo di Foggia, parla con la sua epigrafe della costruzione del palazzo (giugno 1223), del suo costruttore il protomagister Bartolomeo da Foggia e del fatto che la città fosse “inclita sede” dell’imperatore. Eppure, durante recenti scavi, qualcosa è stato rinvenuto e, probabilmente, presto potremo ammirare quest’opera suprema un tempo ricca di marmi preziosi e statue.
La cattedrale, costruita dal normanno Guglielmo II il Buono, ma in parte distrutta dal terremoto del 1731 custodisce la ”Icona Vetere”, l’immagine della Madonna di epoca bizantina (incoronata nel ‘700) attorno alla quale, secondo la tradizione, nacque il primo nucleo abitato e poi la stessa città. Piazzetta Cattedrale è il luogo d’incontro dei giovani. Qui c’è un’altissima concentrazione di pub, wine bar, ristoranti e locali di tendenza. Ma prima di arrivare nel centro della movida, merita una passeggiata via Arpi la più antica della città, l’asse centrale del borgo, ricca di palazzi e chiese, come Sant’Agostino, con la statua in alto sulla bella facciata e l’accesso agli “ipogei urbani”, da visitare per scoprire una Foggia sotterranea davvero interessante.

L’ottocentesco parco di piazza Cavour col portico neoclassico è una delle opere più care ai foggiani, così come la monumentale Chiesa delle Croci, in cui una fuga di archi sormontati da cupole crea un effetto scenico veramente suggestivo. Questo complesso è nato nel 1693, anno in cui il padre cappuccino Antonio da Olivadi, venuto a Foggia per predicare, piantò sette croci fuori città. Il luogo fu spontaneamente recintato dalla popolazione e sulle sette croci furono edificate cinque cappelle, un monumentale arco trionfale e una chiesa, in tardo stile barocco, ad aula unica, con due cappelle laterali.
 
Oggi Foggia ha recuperato numerosi monumenti di epoca neoclassica come il Teatro Giordano, costruito nel 1828 al posto del piccolo mercato fuori città, su progetto dell’ingegnere Luigi Oberty. La storia di questa città è legata alla transumanza, a essa era associata l’antica dogana della mena delle pecore. Il suo simbolo è l’Epitaffio, caro ai foggiani. Realizzato da Ettore Capecelatro nel 1651, mostra, sul pinnacolo, la statua di Filippo IV. Il Palazzo della Dogana, invece, fu la sede della Regia Dogana della “Mena delle pecore”, fino a quando non fu abolita nell’Ottocento; mentre attualmente ospita gli uffici della Provincia.
 
All’inizio di via Manzoni - un tempo denominata via Epitaffio - si trova un epitaffio, indicato sino alla fine dell’Ottocento con il nome di “statua del tesoro”. Il monumento fu realizzato nel 1651 forse come ringraziamento al re spagnolo Filippo IV o per ricordare le attività legate alla pastorizia e alla “Dogana delle Pecore”.

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