Itinerari - Borghi Dauni : Bovino, Deliceto e Faeto
Al confine tra Puglia e Campania, Bovino presenta una posizione geografica invidiabile grazie alla quale ha sempre svolto un ruolo strategico nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno. 

Imperdibili i vicoli dei quartieri più antichi, che conservano la configurazione  originaria, tortuosa e stretta, risalente alla ricostruzione del borgo e delle mura difensive avvenuta dopo la distruzione per mano longobarda. 

Nel cuore del centro storico, oltre alla splendida cattedrale, con sobria e imponente facciata dal tetto a capanna, sono degni di nota l’antichissima chiesa romanica di san Pietro e il castello ducale, che domina l’intero Vallo di Bovino e che custodisce nel museo diocesano un Martirio di san Sebastiano attribuito a Mattia Preti.

Nel castello, secondo cronache dell’epoca, alloggiò il figlio dell’imperatore Federico II di Svevia, Manfredi, prima della battaglia di Benevento che gli fu fatale nel febbraio del 1266 contro le milizie angioine.

Bandiera Arancione da dicembre 2013, questo piccolo centro del sub-appennino dauno si fregia anche della menzione di borgo più bello d’Italia.

Da qualsiasi direzione si giunga a Bovino non si può fare a meno di notare la notevole mole del Palazzo Ducale, antica residenza nobiliare. Dalla sua posizione strategica già si deduce l’importanza di questo Palazzo per la difesa della città. La bellezza di questo complesso risiede proprio nel complesso intreccio di storia e cultura, ristrutturazioni e ricostruzioni, dovute anche da esigenze difensive. Tra gli edifici sacri, sono da visitare inoltre la chiesa del Carmine, del XVII secolo, e l'antichissima chiesa di San Pietro, eretta nel 1099, in stile romanico con elementi bizantini congiunti a residui romani.

DELICETO
Deliceto sorge su di una collina, circondata da boschi e torrenti, nella parte settentrionale della regione tra la pianura del tavoliere e i monti dell’Irpinia. Sebbene dominata da un castello che lascia intendere origini medievali, la storia di Deliceto giunge sino alla protostoria. Ne è la prova il rione Pesco, fatto di grotte scavate nel frontone dello sperone Elceto.

Il maestoso Santuario della Madonna della Consolazione, presenta a tutt’oggi le stesse caratteristiche architettoniche che possedeva nel XV sec. Bella nella sua semplicità è la chiesa Madre con all'interno le reliquie del Beato Benvenuto da Gubbio ed una Croce reliquia del 1400. 
Tra le ricorrenze: il 24 febbraio la festa di San Mattia, in onore del quale gli abitanti del paese si sfidano nell’accensione dei falò e per tutta la notte vengono eseguiti balli e musiche popolari; il 5, 6, e 7 maggio la festa patronale di San Benvenuto, con processione della statua del santo per le vie del paese fino al Santuario della Consolazione; la festa in onore di San Rocco, durante la quale gli emigranti residenti all’estero fanno ritorno in paese; infine il 22 ed il 23 settembre la festa in onore di Santa Maria dell’Olmitello con sfilate in costume.

FAETO
Faeto sorge su di un monte che domina la valle del torrente Celone, attorniato da boschi. I dintorni del paese sono caratterizzate da sterminate distese di faggi, da cui il nome Faeto, faggeto, bosco di faggio. Nasce nella seconda metà del XIII secolo, quando Carlo d’Angiò, durante l’assedio di Lucera contro i Saraceni, invia duecento soldati provenzali presso il castello di Crepacuore. Sconfitti i Saraceni di Lucera, Carlo d’Angiò concede ai soldati provenzali ed alle loro famiglie di restare nel quasi disabitato Castello di Crepacuore.
Per gli amanti della natura, Faeto offre per più di 150 ettari faggi, querce, cerri e latifoglie. Suggestive e generose le sorgenti di acque minerali dalle rinomate proprietà diuretiche e curative. Le più frequentate sono : il “Piscero” a circa un chilometro dal paese, la fonte di San vito, la fontana di Coppi, immersa nel bosco comunale, la fontana di “Sciurtone”. Numerosi i mulini diffusi sul territorio a voler sottolineare l’importanza dell’acqua, sia da un punto di vista agricolo ma anche dal punto di vista economico e turistico. Divesi i siti di rilevanza artistico-culturale:  la chiesa Madre del Santissimo, costruita nel 1570 utilizzando il materiale dell’antico Castello, la Casa del Capitano dove ha sede il Museo Etnografico.

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Bovino Deliceto
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